Vorrei partire dal fatto che, prendendo solo questi esempi di gran carriera, potrei dire che anche per un uomo ci sono, sarebbero delle sofferenze maggiori: più o meno le stesse che ci sono per una donna; e comincerei col dire che sarebbe ora di smetterla di prendere solo esempi mirati ed alti per parlare della sofferenza delle donne in circostanze lavorative...
Ma se vogliamo analizzare a pieno la questione, bisognerebbe partire dal fatto che, almeno nel nostro Paese, parliamo e riparliamo della voglia di parità, ma poi, ci perdiamo nei classici luoghi comuni del: per maschi e per femmine... (cerco di spiegarmi meglio se riesco...) Se andiamo nei supermercati, dai più piccoli ai più grandi, e visitiamo il reparto giochi per bambini, potremmo renderci conto che è ancora forte in noi la voglia di distinguere con cosa far giocare i maschietti e con cosa le femminucce...
Vogliamo che le donne siano allo stesso livello degli uomini, ma solo nel settore lavorativo, come se tutto il resto della nostra psicologia e modi di porci non significassero nulla!
Siamo ancora ai livelli che se hai una figlioletta, i suoi giochi dovranno essere bambole, bamboline, set da the, aspirapolvere e ferro da stiro, oltre a tutto il kit del servizio di pulizia, il tutto, accompagnato da rossetti, ombretti e trucchi vari, collane vistose ed addirittura corone da principessa... (e non mi riferisco a quelle per il giorno di carnevale); in più, le si abituano a far passare i guai ai maschietti, perchè essendo donne, è giusto così... a farsi portare le buste pesanti ed a farsi fare i lavori alla macchina, a cambiare le gomme ecc. ecc.
Mentre vogliamo che i figlioletti maschi, giochino con le armi, con il settore scientifico con binocolo e telescopio, magari microscopio... macchinine, camion e tutto ciò che ci riconduce automaticamente, perchè è una cosa indotta ed inculcataci nel tempo, a ciò che fanno i maschi... e gli si insegna che le donne sono un pianeta a parte ecc. ecc.
E poi, ripieghiamo pateticamente sulle quote rosa.
Insomma: siamo diversi ma vogliamo essere uguali...
Personalmente, penso che se dietro un grande uomo c'è una grande donna che resta nell'ombra, dietro una grande donna di carriera e di successo, c'è comunque una famiglia che ha voluto andare oltre i luoghi comuni...
Perchè, se si abituano le donne dalla nascita ad essere femmine e ad inculcare loro che sono esserini indifesi da coccolare oppure esserini da sfruttare, per quanto le aspirazioni verranno da se, non sarà difficile per la donna stessa essere pienamente consapevole che se hai una famiglia e vuoi far carriera, o ragioni e ti distacchi come è abituato un uomo, delegando più persone possibili a fare le faccende e l'educatrice al posto tuo, oppure, sei fregata!
Ed in ogni settore lavorativo, c'è sempre l'uomo che vuole essere maschio, e la donna che vuole essere femmina, creando e continuando a creare la spaccatura di sempre... ma il più delle volte, la donna che vuole e riesce a fare carriera, è prevalentemente cresciuta in un ambiente dove l'unica distinzione tra uomo e donna, al massimo, è nell'abbigliamento e non di certo nei bombardamenti psicologici sul fatto che le donne devono comunque differenziarsi dagli uomini.
Se non si parte da tutti questi fattori, ogni considerazione vale semplicemente una semplice considerazione, anzi, rischia di creare maggiormente l'incomprensione tra le donne che per cultura ed abitudini hanno scelto il "sacrificio" famigliare e le donne che hanno avuto l'opportunità di fare carriera...
perchè è inutile negare che se scegli entrambi, se vuoi davvero fare quella tipologia di carriera, qualcosa devi pur lasciarti alle spalle o devi avere chi le spalle te le riesce a coprire....
Perchè, invece, non si parla mai di donne che con tantissime difficoltà, hanno pur mandato avanti una famiglia; hanno fatto diversi lavori e lavoretti in alternanza al loro essere mamme e mogli, o addirittura mamme senza mariti o con mariti assenti, magari rompiballe o peggio, che riescono comunque ad andare avanti, seppur nel loro piccolo e seppur nel loro far poco rumore?
E poi, cominciamo una buona volta a cambiare noi il nostro modo... Non è possibile che una donna che voglia far carriera come si usa dire: come un uomo, poi, si spaventa di una gomma bucata e pretende che sia un uomo a ripararla in quanto lei donna è!
Ma la vogliamo questa benedetta parità fin dove è possibile? Allora, ogni qual volta che ci divertiamo a dire che un uomo dovrebbe imparare a crescere i figli, a lavare i piatti ed a cucinare, cominciamo anche a chiederci se sappiamo cambiare una gomma o controllare i livelli, o magari riparare la lavatrice... in fin dei conti, ci sono donne autiste, donne meccanico e donne idraulico... Pensate forse che la loro carriera non conti nulla solo perchè non famose?